
Roma, 27 maggio 2025 – Camera dei deputati – Sala della Regina
Autorità, Signore e Signori,
benvenuti alla presentazione della Relazione Annuale dell’Organo di vigilanza relativa all’anno 2024.
Prima di entrare nel merito, mi sia consentito rivolgere un particolare ringraziamento e un carissimo saluto al Vice Presidente della Camera dei Deputati, On.le Giorgio Mulè per il prezioso contributo che ci ha voluto offrire quest’oggi.
Rivolgo un cordiale saluto ai presenti e un ringraziamento per essere qui con noi, al Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Dott. Giacomo Lasorella, al Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze, On. Avv. Federico Freni, e al Presidente e Amministratore Delegato di FiberCop, Ing. Massimo Sarmi.
Sono lieto di condividere con voi i risultati ottenuti e le attività svolte nel corso dell’anno appena trascorso. Questo nostro incontro costituisce un’occasione preziosa per riflettere sugli scenari – attuali e prossimi – che coinvolgono le telecomunicazioni e per analizzare il profondo cambiamento che ha interessato il settore, a seguito della recente separazione proprietaria di TIM. Questa – e la conseguente disintegrazione verticale – ha portato alla creazione di una nuova “Società della Rete”, poi incorporata in FiberCop.
Un’operazione che costituisce una novità in Europa, segnando, per la prima volta, la cessione della rete fissa da parte di un ex monopolista telefonico e che probabilmente costituirà il volano per operazioni simili da parte di altri incumbent europei.
Nell’ambito della riconfigurazione degli asset, l’Italia rappresenta quindi un esempio di riferimento. Del resto, la separazione tra rete e servizi – come l’ha icasticamente definita il Ministro Giancarlo Giorgetti – è un’operazione che ha “sbrogliato la storica matassa”; iniziativa che ha innescato una discussione più ampia sulle modalità con cui favorire il consolidamento nel frammentato mercato delle telecomunicazioni italiano ed europeo.
Una circostanza non senza conseguenze ai fini regolamentari.
Quando si valuta il potenziale impatto di una riconfigurazione, i principali driver da considerare riguardano il modello di separazione adottato; le scelte strategiche, come definite nel Master Service Agreement, nonché, la regolamentazione in essere dell’accesso all’ingrosso; l’analisi della competizione infrastrutturale per area geografica, la deregolamentazione dei prodotti wholesale in fibra.
Il periodo di transizione in atto ha reso più centrale il ruolo dell’Organo di vigilanza.
Già nel novembre 2022, AGCom aveva apportato significative modifiche al Gruppo di Impegni n. 7, aumentando l’indipendenza dell’OdV e rafforzandone il legame con la stessa Autorità.
Successivamente, nel 2024, con la Delibera n. 114/24/CONS – recante la nuova analisi di mercato, valida, allo stato, fino al 2028 – l’Autorità ha ulteriormente ampliato il ruolo e gli impegni dell’Organo.
In quella sede, infatti, AGCom ha ritenuto necessario mantenere misure regolamentari per garantire la parità di trattamento anche dopo la separazione di TIM, e, nel contempo, ha voluto estendere i poteri e le prerogative dell’OdV in materia di vigilanza anche in relazione alla società FiberCop.
Va sottolineato come, negli anni recenti, si sia verificata una sempre più crescente sintonia tra AGCom e Organo di vigilanza, che ha permesso una maggiore collaborazione nel monitoraggio e nell’applicazione delle normative in materia di non discriminazione.
Ciò ha contribuito a un’azione più efficace e tempestiva nella regolamentazione del settore.
Se la separazione della rete avrà sicuramente degli impatti sulle future regole del gioco, è proprio la regolamentazione a esser stata protagonista nel 2024. Nell’anno trascorso, AGCom ha, infatti, portato a conclusione l’analisi dei mercati dell’accesso alla rete fissa di TIM-FiberCop per il periodo 2024-2028, e disposto, una volta completata la separazione, l’avvio di un nuovo procedimento.
Come ci illustrerà in dettaglio il Presidente Giacomo Lasorella, l’Autorità ha ridefinito la dimensione geografica dei mercati e ha rimosso alcune previsioni di regolamentazione ex ante, ma soprattutto ha inciso notevolmente sulla mission stessa dell’Organo di vigilanza, apportandone rilevanti modifiche in termini di ruolo e responsabilità.
In questo quadro, nel mese scorso, AGCom ha avviato un procedimento volto a verificare se FiberCop soddisfi i requisiti per essere qualificata come operatore wholesale only, in conformità all’art. 91 del Codice delle comunicazioni elettroniche. La consultazione pubblica – avviata il 16 aprile 2025 – rappresenta un passaggio fondamentale per raccogliere le posizioni degli operatori del settore, in vista della successiva definizione del regime applicabile.
Ricordo poi il DPCM, con il quale il Governo ha dato il via libera all’acquisto di una quota pubblica, da parte del MEF, nella holding di FiberCop. In quella sede, l’Esecutivo ha sottolineato, non solo la necessità di realizzare la rete di telecomunicazioni in fibra ottica, perché infrastruttura di importanza strategica per il Paese, ma nel contempo ha evidenziato l’esigenza di assicurare la parità di accesso.
Dal punto di vista operativo, la centralità del tema è altresì dimostrata anche nell’ambito della vigilanza sugli obblighi di non discriminazione e dall’attribuzione all’OdV di nuovi e diversi compiti, a partire dal monitoraggio sui servizi accessori di attivazione (provisioning) e di manutenzione correttiva (assurance).
L’Organo ha presentato agli Uffici dell’Autorità un’analisi sull’impatto della separazione della rete di accesso relativa ai KPI-nd, ciò al fine di fornire una chiave interpretativa più rispondente alla nuova realtà, nella misura delle prestazioni di delivery e assurance di FiberCop.
In relazione, invece, ai servizi di accesso semi-GPON e Point to Point in rete secondaria, nell’attività di vigilanza sul rispetto degli obblighi e nel costante monitoraggio delle transazioni di tale mercato, è stato, altresì, valorizzato l’ausilio dell’OdV con riferimento agli aspetti di non discriminazione.
Nel 2024, l’OdV ha fornito un significativo supporto tecnico ad AGCom, con particolare riguardo ai servizi accessori di attivazione e manutenzione. Questo ha incluso la proposta di revisioni dei KPI per adattarsi al nuovo assetto organizzativo, il supporto nelle verifiche propedeutiche al decommissioning delle Centrali e la collaborazione stretta con l’Autorità per monitorare il rispetto degli obblighi di non discriminazione.
Inoltre, nelle criticità di natura tecnica, l’Organo ha sempre assicurato il proprio ruolo di mediazione, istituendo Tavoli Tecnici ad hoc, finalizzati alla risoluzione dei problemi di accesso alla rete.
Guardando al futuro e operando nell’ambito della regolamentazione attualmente vigente, il nostro impegno per il 2025 è focalizzato sul mantenimento della continuità nelle attività di vigilanza, garantendo la piena aderenza agli obblighi normativi e regolamentari stabiliti.
Il nuovo piano di lavoro si sviluppa in continuità con quello del 2024 attraverso tre direttrici: quelle relative alle attività connesse agli obblighi di FiberCop, derivanti dagli impegni assunti a suo tempo da TIM sulla rete; quelle di supporto ad AGCom, in ordine alla verifica sul rispetto della parità di trattamento, nel nuovo scenario in atto; e infine quelle avviate su iniziativa dell’Organo di vigilanza, tese a monitorare il rispetto degli standard qualitativi a tutela del cliente finale.
Non da ultimo, vorrei sottolineare il contributo tecnico fornito dall’Organo nell’attuazione del decommissioningdelle centrali locali.
Il processo di ottimizzazione, necessario per favorire la transizione verso la rete di accesso di nuova generazione in fibra ottica, ha portato all’adozione della recente delibera n. 123/25/CONS, con cui sono stati approvati gli esiti delle attività di vigilanza e si è proceduto a pubblicare la lista delle Centrali da dismettere. Quelle che risultano rispettare i requisiti previsti dalla regolamentazione, in termini di copertura NGA e percentuale di migrazione dei clienti dal rame alla fibra, sono ben 2.055. Per queste è stato, quindi, possibile avviare il relativo processo di switch-off della rete in rame.
Da parte nostra non possiamo che manifestare la più ampia disponibilità e il massimo impegno nel seguire il mutamento in corso.
In linea con il quadro normativo europeo – che prevede una progressiva sostituzione del sistema della regolazione ex ante con quello della vigilanza ex post – la nostra missione rimane quella di “operare sul campo”.
Autorità, Signore e Signori,
il 2024 è stato un anno fondamentale per le telecomunicazioni italiane, caratterizzato da ulteriori trasformazioni ancora in itinere.
Cambiamenti – consentitemi il gioco di parole – non del tutto definiti e definitivi, in una cornice che si sta consolidando verso obiettivi di trasformazione digitale, sostenibilità, competitività industriale e sicurezza economica.
La separazione della rete di accesso di TIM e il suo conferimento in FiberCop richiede ancor oggi una gestione accurata della transizione – come ben sa il Presidente e Amministratore Delegato, Ing. Massimo Sarmi, che ne coordinerà il processo – nonché l’adattamento alle nuove regole che le diverse autorità riterranno opportuno adottare.
Ed è, in questo scenario, che si inserisce il ruolo dell’OdV. Il nostro bagaglio di esperienze, maturato sin dal 2008, ha finora consentito di realizzare un’attività che, nel corso del tempo, si è dimostrata sempre più future proof, a riprova della fiducia accordataci, ben 17 anni fa, dall’Autorità.
Da “sentinella” dotata di indipendenza e autonomia, in conformità al quadro normativo europeo, l’Organo ha acquisito un expertise che, oggi, può essere spesa in qualunque scenario di mercato, anche quello più sfidante che potrebbe proiettare verso un contesto con un unico operatore, gestore dell’intera infrastruttura di rete nazionale.
L’attività di vigilanza è quindi oggi sempre più collegata alle varie fasi del processo che si sta consolidando in un settore, quello delle Telco, decisivo per la competitività economica del Paese.
Se le decisioni regolatorie sono dunque chiamate a operare un complesso bilanciamento capace di coniugare la promozione della concorrenza, ma altresì valorizzare gli investimenti in reti e infrastrutture ad alta capacità, il ruolo dell’OdV resterà quello di assicurare che principi quali parità di trattamento e non discriminazione diventino la norma operativa nel nostro viaggio verso una società digitale completamente connessa.
È noto come, nella storia delle telecomunicazioni europee, si siano sperimentati vari modelli di separazione: da quella funzionale, a quella legale, fino a quella proprietaria.
Oggi l’avvenuto spin off, e la conseguente disintegrazione verticale, rappresenta l’ultimo – almeno per il momento – tassello di questo percorso.
In chiusura del mio intervento, vorrei ringraziare, per l’elevato impegno professionale profuso, i Colleghi, i Professori Fabio Bassan, Nicola Blefari Melazzi, Fabrizio Dalle Nogare, Giacomo Vigna, e il personale tutto dell’Ufficio di vigilanza, che ha svolto sempre un lavoro attento, qualificato e puntuale. Allo stesso modo, ringrazio Tutti Voi per l’attenzione.
Ora più che mai, è centrale la responsabilità di costruire un futuro digitale equo e sostenibile. Le nuove tecnologie non sono solo strumento per la crescita del settore, ma possono e devono essere la leva per il progresso sociale ed economico nel nostro Paese. In questa corsa globale, quindi, per conseguire tale obiettivo, gli operatori di telecomunicazioni, i fornitori di servizi digitali e le industrie sono chiamati a un ulteriore sforzo.
Non più “rari nantes in gurgite vasto” (“navigatori solitari in vasti gorghi”), ma insieme per il futuro delle telecomunicazioni.