Prefazione al libro: “Pasquale, squaletto solidale” di Donatella Di Pietrantonio

 “Mutato nomine de te fabula narratur” scriveva, nel I secolo a.C., Quinto Orazio Flacco. Parole dotate di un’estrema attualità nel mondo attuale. Quanti ragazzi oggi si trovano a combattere pregiudizi ed esclusione? E quanti ritengono che simili eventi non possano riguardarli? Fenomeni che poi si estendono fino a perdersi nelle ampie maglie della Rete, divenuta tristemente terra di hate speech e cyberbullismo.

Ecco che allora la fiaba del simpatico squaletto Pasquale ci insegna, con tatto e sensibilità, ad affrontare diversità e diffidenza. È proprio dai più giovani che occorre partire per stimolare quei concetti di educazione e rispetto che, applicati anche ai nuovi mezzi comunicativi, siano capaci di fornire gli strumenti necessari per orientarsi in un mondo iperconnesso, in cui la viralità di azioni e pensieri diventa impressionante.

Se educazione deriva da “ex-ducere” e intende un’attività di stimolo, vuole tirar fuori, far venire alla luce qualcosa che è nascosto; il termine rispetto implica un concetto di cura, di attenzione: esso nella sua forma latina è composto dal prefisso “re” seguito da “spicere”, traducibile letteralmente con “guardare di nuovo”, da qui la nostra espressione “avere ri-guardo per qualcuno”.

Non si tratta quindi di inculcare nell’individuo contenuti e nozioni, ma, piuttosto, di voler stimolare la capacità critica e l’empatia del soggetto.

Un’attività complessa che sul piano operativo richiede sempre più importanti sinergie e scambi d’informazione, anche a livello istituzionale. Da un lato, vi è l’Autorità, che, nell’ambito delle evidenze fornite dall’istituito Osservatorio delle garanzie per i minori e dei diritti fondamentali della persona su Internet, proprio quest’anno, ha ritenuto opportuno fornire un aggiornamento del “Libro Bianco Media e minori” per analizzare più compiutamente l’evoluzione del sistema comunicativo tra i più giovani. Dall’altro, si pone l’intervento del Corecom Abruzzo che, impegnato in azioni di prevenzione, ha redatto un vademecum sui temi del cyberbullismo e della web reputation. Ebbene oggi questo percorso si arricchisce del dono prezioso di Donatella Di Pietrantonio che, nel narrare le gesta eroiche di un piccolo pescecane dai denti aguzzi, ripropone a gran voce quell’insegnamento che Gilbert Keith Chesterton ci aveva offerto già qualche secolo fa: “le fiabe dicono più che la verità. E non solo perché raccontano che i draghi esistono, ma anche perché affermano che si possono sconfiggere”. Anche quando i draghi sono incarnati da preclusioni e preconcetti, questi possono essere abbattuti!

Antonio Martusciello

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