Relazione Annuale 2026 dell’Organo di vigilanza di FiberCop

Autorità, Signore e Signori,

benvenuti alla presentazione della Relazione Annuale dell’Organo di vigilanza relativa all’anno 2025.

Prima di entrare nel merito, mi sia consentito rivolgere un ringraziamento al Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, On.le Francesco Battistoni, per il suo intervento.

Ringrazio, altresì, il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, On.le Lucia Albano, il Presidente e Amministratore Delegato di FiberCop, Ing. Massimo Sarmi, il Presidente della Commissione Finanze del Senato della Repubblica, Sen. Massimo Garavaglia, il Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Dott. Federico Eichberg, per il contributo che ci daranno nel corso di questa giornata di lavoro, eil Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Dott. Giacomo Lasorella, al quale saranno, come sempre, affidate le conclusioni.

Un caloroso saluto va, inoltre, ai Commissari dell’Autorità presenti oggi in sala: Dott.ssa Laura Aria, Dott. Massimiliano Capitanio e Dott. Antonello Giacomelli.

In questa sede istituzionale, che, come di consueto, ci ospita, sono lieto di condividere con voi i risultati ottenuti e le attività svolte nel corso dell’anno 2025.

Il nuovo contesto di separazione della rete di accesso, avvenuto – come a tutti noto – il 1° luglio 2024, ha prodotto delle significative conseguenze di ordine sistemico, rilevate ampiamente nell’Analisi di mercato, approvata dall’Autorità lo scorso 11 marzo.

Il nuovo quadro regolatorio trova fondamento nell’ormai consolidato Codice europeo delle comunicazioni elettroniche che ne ha unificato e aggiornato la materia, promuovendo la diffusione di reti ad altissima capacità, incentivando l’innovazione e garantendo elevati standard di tutela dei consumatori.

Il Codice ha, infatti, introdotto un modello di business limitato alla fornitura di servizi all’ingrosso – cd. wholesale only – volto a massimizzare l’utilizzo della rete, offrendo condizioni il più possibile attrattive e neutrali, al fine di creare una concorrenza effettiva nei mercati al dettaglio.

Si è poi arrivati alla più recente proposta del Digital Networks Act (DNA), che mira a semplificare e armonizzare ulteriormente le regole, accorpando diversi atti normativi in un unico strumento giuridico direttamente applicabile. L’obiettivo è delineare un contesto più favorevole agli investimenti, nonché migliorare la resilienza delle reti e sostenere la competitività europea rispetto ai principali mercati internazionali.

Le reti digitali sono, infatti, considerate infrastrutture essenziali per l’intelligenza artificiale, il cloud, l’Internet of Things e i servizi digitali avanzati. In questo contesto, la regolazione non svolge solo la funzione c.d. “concorrenziale”, ma assume una finalità più prettamente industriale, volta a promuovere investimenti efficienti e coordinati a livello europeo.

Non a caso, una delle espressioni più ricorrenti nel dibattito internazionale è quella di governance statica vs governance adattiva”: la prima ancorata a schemi rigidi, a cicli di assegnazione piuttosto lenti e a modelli autorizzatori poco flessibili; la seconda, al contrario, fondata su criteri dinamici, fasi regolatorie più rapide, maggiore armonizzazione e capacità di adattare l’uso delle reti alle esigenze tecnologiche ed economiche del momento.

In questo contesto, l’attività di vigilanza è chiamata a evolversi fino ad assumere una funzione sempre più proattiva, ergendosi a garante dell’equilibrio concorrenziale.

In questa fase, AGCom ha adottato un modello evolutivo di regolazione ex ante, basato su un controllo dinamico e di vigilanza ex post, di cui ne è prova la recente Analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa.

A seguito della separazione proprietaria di TIM e della conseguente disintegrazione verticale, il citato provvedimento ha apportato significativi aggiornamenti al quadro vigente, con l’obiettivo di garantire la necessaria prevedibilità della regolamentazione, a tutela degli operatori di mercato e degli utenti finali.

Primo fra tutti, il riconoscimento della qualifica di operatore wholesale only per FiberCop. Ciò ha determinato:

  • un alleggerimento degli obblighi regolamentari previgenti,
  • il mantenimento di quelli di accesso e non discriminazione   
  • l’applicazione di prezzi equi e ragionevoli, in luogo dell’orientamento al costo.

Nel nuovo scenario delineato dall’Analisi di mercato, l’Organo di vigilanza assume un ruolo ancor più consolidato, qualificandosi come presidio tecnico per la non discriminazione nel modello appena descritto.

Alla luce della separazione proprietaria e del rapporto contrattuale tra FiberCop e TIM definito dal Master Service Agreement (MSA), l’Autorità, nell’ambito delle attività di vigilanza sugli obblighi di non discriminazione, si avvarrà, anche per la durata di questo ciclo regolamentare, del supporto tecnico dell’OdV nell’adeguamento della relativa disciplina attuativa. Ciò si realizzerà attraverso il necessario processo di aggiornamento dei KPI e delle causali di scarto, al fine di renderli coerenti alla nuova struttura di FiberCop, attiva – come noto – solo nel mercato wholesale.  Va sottolineato, inoltre, che la delibera di Analisi dei mercati individua un nuovo e aggiuntivo ruolo di supporto dell’OdV, in relazione ad aspetti di qualità e di parità di trattamento nell’accesso ai servizi.

L’Autorità, infatti, in considerazione della natura di FiberCop – quale operatore attivo solo nei mercati all’ingrosso – ha sospeso per due anni l’estensione dell’obbligo di disaggregazione dei servizi di provisioning e assurance sul VULA FTTH.

L’interazione dell’Organo di Vigilanza con il nuovo modello di offerta wholesale di FiberCop rappresenta, altresì, un passaggio tecnico volto a garantire che la separazione della rete si traduca in un’effettiva garanzia di accesso per gli operatori presenti sul mercato.

Nell’anno oggetto della presente Relazione, l’impegno operativo si è dispiegato su un ampio spettro di attività, partendo dall’approvazione del Piano del 2025.

Sul fronte del monitoraggio dei Gruppi di Impegni, l’OdV ha condotto quattro sessioni di verifica approfondita sulla correttezza degli algoritmi di calcolo dei KPI.

Su quello della collaborazione istituzionale, si è consolidata – ancor di più – la sinergia con i competenti Uffici di AGCom, concretizzatasi nel supporto alle verifiche per il decommissioning del quarto lotto di 2.107 centrali locali, nella proposta di razionalizzazione delle causali di scarto, accodamento e rimodulazione, e in quella di revisione dei KPI-nd, tenendo conto degli effetti della disaggregazione sui servizi accessori.

Tra le iniziative promosse autonomamente dall’OdV, è da evidenziare l’istituzione dell’Osservatorio permanente sulla qualità della rete FTTC, basato sul KPITasso di Guasto FTTC on field”; inoltre, il monitoraggio della qualità del database NetMap che ha confermato il positivo completamento della seconda campagna di bonifica della toponomastica su circa 3,8 milioni di numeri civici, relativo al periodo marzo-luglio 2025, migliorando, in tal modo, la precisione della geolocalizzazione degli indirizzi.

Queste azioni, garantite dall’indipendenza dell’OdV, hanno fortemente consolidato la continuità e l’efficacia del modello di vigilanza.

Come già rilevato, l’approvazione dell’Analisi di mercato disegna un nuovo scenario regolamentare basato su un controllo in cui la componente ex post diventa prevalente rispetto alla definizione ex ante degli obblighi in capo all’operatore dominante.

Del resto, uno degli ambiti individuati dall’Autorità, in cui l’Organo di Vigilanza è stato coinvolto è il monitoraggio della qualità dei processi. Ciò consentirà al Regolatore di valutare se reintrodurre, o meno, relativamente al processo di provisioning e di assurance, la disaggregazione per i servizi FTTH nel nuovo contesto wholesale only.

Sul fronte, poi, del decommissioning della rete in rame, occorrerà continuare a garantire un monitoraggio adeguato, volto a verificare l’avanzamento della dismissione delle centrali FiberCop. Ciò permetterà di determinare l’impatto sulla migrazione dell’utenza, dalla rete in rame a quella in fibra, a vantaggio dell’intero mercato.

Fin qui gli aspetti tecnici. Vorrei, però, condividere con Voi un’ulteriore considerazione.

Il superamento della verticalizzazione tradizionale e il passaggio di un operatore a un modello wholesale only rappresentano, come già evidenziato, una discontinuità significativa rispetto al passato: “disruptive” proprio perché incide sui presupposti storici della regolazione del settore.

Ci troviamo, in un momento di non semplice transizione, in cui il superamento di un modello a favore di un altro implica, non solo un nuovo ruolo del soggetto gestore della rete, ma un conseguente riposizionamento di tutti gli attori del mercato e delle stesse Istituzioni di controllo.

In questo contesto, anche l’Organo di Vigilanza si consolida quale presidio concreto della trasparenza, della non discriminazione e del corretto funzionamento del mercato wholesale: una sorta di elemento abilitante del modelloprescelto, in quanto – all’interno della cornice dettata dall’Autorità – contribuisce, con la propria azione quotidiana e sul campo, a rafforzare la fiducia degli operatori e del mercato.

Per l’OdV, la sfida, ora, sarà quella di accompagnare, con maggiore consapevolezza, questa evoluzione, affinché i benefici attesi in termini di concorrenza e qualità dei servizi si traducano concretamente in valore per gli stakeholder e per tutto il sistema economico.

Vorrei, a questo punto, ringraziare coloro che stanno contribuendo con grande professionalità alla realizzazione di questi obiettivi, a partire dai Componenti, Prof. Fabio Bassan, Prof. Nicola Blefari Melazzi, Prof. Fabrizio Dalle Nogare, Prof. Giacomo Vigna. Mi preme, altresì, sottolineare il supporto qualificato fornito a questo Collegio dal personale tutto, che sentitamente ringrazio.

È nostro dovere, quindi, accompagnare questo processo con equilibrio e determinazione, ispirandoci a una visione inclusiva e sostenibile, capace di ridurre i divari e garantire pari opportunità. Un approccio flessibile e lungimirante, in grado di governare la trasformazione senza ostacolarla. Del resto, solo riconoscendo la natura fluida e inarrestabile dell’innovazione potremo costruire risposte solide, all’altezza delle aspettative future.

Panta rei: è proprio nella capacità di comprendere e guidare questo fluire che si colloca oggi la vera sfida a cui siamo chiamati.

Grazie dell’attenzione!

Antonio Martusciello

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